19 febbraio 2012

AARAKSHAN

Diretto da Prakash Jha, appassionato di temi politici-sociali, già regista di Raajneeti, Aarakshan affronta la questione del sistema educativo indiano. Amitabh Bachchan, da grande mattatore, si prende sulle spalle la responsabilità di tutto il film salvandone le sorti, almeno parzialmente.

TRAMA

Prabhakar Anand (Amitabh Bachchan) è il rispettato preside del STM College, una scuola prestigiosa e selettiva che garantisce un alto livello di istruzione e ottime possibilità lavorative. Il posto al STM si ottiene grazie al merito, tanto che nemmeno il ministro dell'Istruzione, Baburamji (Saurabh Shukla), riesce ad imporre l'iscrizione del nipote, che non vanta un punteggio sufficiente. Quando la Corte Suprema decide d'innalzare al 49,5% la quota dei posti riservati nelle università alle caste più basse, il malcontento ed i conflitti nel SMT College esplodono. Deepak Kumar (Saif Ali Kha), un dalit, professore, pupillo di Prabhakar Anand ed innamorato di Poorbi Anand (Deepika Padukone), figlia del preside, lascia la scuola.
Prabhakar Anand viene sabotato, escluso ed allontanato dal STM College per lasciare spazio alla corruzione ed a un sistema lucrativo che trasformi  l'istruzione in un affare.

RECENSIONI

The Times of India ***
Il regista Prakash Jha è di una razza a parte. Negli anni settanta-ottanta si affermò come uno dei principali fautori del cinema cosiddetto parallelo, e da allora non ha mai rinnegato le sue radici. Anzi, ha optato per una combinazione di cinema d'autore e di massa, di contenuto e di masala. Da qui l'importanza di film come Gangaajal, Apaharan, Raajneeti, nei quali, senza annoiare, vengono trattati argomenti scottanti. Aarakshan segue le medesime regole, offrendo uno sguardo incisivo sulla politica indiana delle quote riservate e sul suo impatto sul sistema scolastico. O perlomeno questo è il tema del primo tempo, che grazie a ciò risulta davvero drammatico. I confronti sullo schermo fra i personaggi interpretati da Amitabh Bachchan e da Saif Ali Khan sono esplosivi e coinvolgenti. Saif regala una delle sue migliori performance dopo Omkara, ma nel secondo tempo il suo personaggio viene rimosso all'improvviso e in modo arbitrario, perchè la pellicola abbandona completamente l'argomento principale per abbracciare una storia del tutto diversa, rappresentata con la formula tradizionale dell'eroe straordinario (Bachchan) contrapposto allo spregevole, machiavellico villain (Manoj Bajpai). Triste. Il primo tempo funziona, il secondo - una diatriba contro la scuola privata - non porta da nessuna parte.
Nikhat Kazmi, 11.08.11

Hindustan Times **
Enfatico, semplicistico ma importante. Prateik Babbar ha lo sguardo sempre sbalordito, ed è l'unico fra i protagonisti di Aarakshan ad essere genuinamente contro le quote riservate alle minoranze negli istituti scolastici statali. Gli altri sostengono la proposta governativa per ragioni diverse: sociali (il Prabhakar Anand di Amitabh Bachchan riconosce il merito di raddrizzare i torti della storia), economiche (il personaggio interpretato da Manoj Bajpai subodora il denaro che le ricche caste superiori spenderanno per gli istituti privati) e personali (il Deepak Kumar di Saif Ali Khan è un dalit). L'affabile, disinvolto, urbano Saif non appare affatto fuori luogo nel suo ruolo. Aarakshan è un dramma poco sottile, eccessivo, che sembrerebbe dunque favorevole alle quote. Ma in caso contrario, sarebbe stato bollato come favorevole al sistema castale? In questo Paese ci viene proibito di discutere i meriti e i demeriti delle quote riservate su base castale? E gli spettatori non possono nemmeno decidere quali pellicole guardare? Il personaggio interpretato da Amitabh Bachchan possiede un certo suo onore, anche se risulta troppo filmico. Ammirare un uomo onesto che non scende a compromessi e che si espone per salvaguardare ciò in cui crede, è ancora fonte d'ispirazione. Ciò non accade intorno a noi, nel mondo reale, ed è per questo che andiamo al cinema. Bachchan infonde una dignità immensa nel suo ruolo, l'unico nettamente definito. Lo scaltro personaggio interpretato da Manoj Bajpai è, al contrario, il classico villain bollywoodiano, caricaturale e di cartone. E rappresenta il peggio della commercializzazione del sistema scolastico indiano, che poi è il vero argomento di Aarakshan. Non solo la sceneggiatura ma anche la realizzazione della pellicola sembra essere frettolosa, ed il risultato è il meno soddisfacente fra gli ultimi lavori di Prakash Jha: Gangaajal (2003, un dibattito sulle atrocità della polizia), Apaharan (2005, sull'anonima sequestri), Raajneeti (2010, nel quale un partito politico viene rappresentato come una nuova monarchia). Hip Hip Hurray (1984) è ancora di gran lunga il suo miglior film sulla gioventù indiana. Una pellicola minimalista e sensibile, al contrario di Aarakshan che si sforza di essere imponente e gradito dalle masse senza riuscirci. Una buona occasione mancata, anche se alcune questioni importanti vengono comunque poste all'attenzione dello spettatore. Lo stato attuale del sistema scolastico indiano è davvero agghiacciante, ed è un serio problema, ma la storia narrata in Aarakshan non è convincente. I conflitti si diluiscono in ingenuità, le motivazioni non sono chiare, alcune trite situazioni prendono il sopravvento. La pesante commercializzazione (del sistema scolastico) denunciata dal film sembra affliggere anche l'industria cinematografica.
Mayank Shekhar, 12.08.11

Diana ** 1/2
Buon primo tempo, arricchito da due brani in soli venti minuti, durante il quale ci si gode il ricco cast. Prateik Babbar, fresco volto in ascesa, Deepika Padukone e Saif Ali Khan, che si confermano coppia affiatata, e Amitabh Bachchan, unico e insostituibile. Il tema iniziale, le quote riservate, è interessantissimo e apre a riflessioni più ampie ed universali sulle minoranze e sui possibili sistemi di garanzia dell''uguaglianza sociale. Peccato che venga lasciato cadere troppo presto in favore della battaglia, un tantino retorica, contro avidità e corruzione della classe dirigente.
Secondo tempo di riconciliazioni e riscosse che nonostante le buone intenzioni finisce per annoiare e lasciare senza risposte.

Il bello:
- L'alchimia tra Deepika e Saif.

Il brutto:
- Il mancato approfondimento sulla questione delle quote riservate.

LA SCHEDA DEL FILM

Cast:
Dr. Prabhakar Anand - Amitabh Bachchan
Deepak Kumar - Saif Ali Khan
Mithilesh Singh - Manoj Bajpayee
Poorbi Anand - Deepika Padukone
Sushant - Prateik Babbar
Kavita Anand - Tanvi Azmi
Shakuntala Thakral - Hema Malini
Dinkar - Chetan Pandit
Ispettore di polizia - Mukesh Tiwari
Shambhu Yadav - Yashpal Sharma
Aniruddh Prasad - Darshan Jariwala
Baburamji - Saurabh Shukla
Vishambhar Das - Vinay Apte
Kamta Prasad - S. M. Zaheer
Munni - Aanchal Munjal
Sanjay Tandon - Deepraj Rana
Verma - Bikramjeet Kanwarpal
Damodar Seth - Rajeev Varma
Avvocato - Saurabh Dubey
Pandit Dinanath Upadhay - Amitosh Nagpal
La moglie di Kamta Prasad - Anita Kanwal
La madre di Deepak - Sonal Jha

Scritto da Anjum Rajabali e Prakash Jha

Diretto da Prakash Jha

Prodotto da Prakash Jha

Musiche di Shankar-Ehsaan-Loy

Coreografie di Jayesh Pradhan

Distribuito da Base Industries Groups

Anno: 2011

AWARDS

Screen Awards 2012:
- Best Actor in a Supporting Role (Male) -  Saif Ali Khan
- Best Lyrics - Prasoon Joshi
- Ramnath Goenka Excellence Award for 'having made a difference' - Prakash Jha

CURIOSITA'

- Il film ha avuto diverse contestazioni prima della sua uscita, tanto che ne è stato chiesto il divieto di proiezione sia in Uttar Pradesh, nel Punjab e nell'Andhra Pradesh, nel timore che le frasi di discrimidazione nei confronti delle caste inferiori contenute nella pellicola potessero risultare offensive e motivo di disordini tra gli spettatori.

- La mitica Hema Malini onora la pellicola con un cameo.

- Prakash Jha è un plurivincitore del National Film Award.

- Deepika e Saif in coppia fanno scintille, come già dimostrato in Love aaj kal.

- Il making di Aarakshan.

Il sito ufficiale del film.

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